PIZZERIA
DA LIO IN SALITA
Avevo trascorso la mattinata errando sui crinali Garfagnini senza una meta ben precisa, o meglio, la meta era Tiglio Alto ma la segnaletica lasciava a desiderare e quindi mi persi sotto un temporale rinfrescante e pensieri di un futuro senza nuvoloni. La strada stretta mi teneva in apprensione, sia mai incontrassi un altro vagabondo nel senso opposto, sarebbero stati guai seri e sarebbe stato a rischio il procedere verso una qualsivoglia civiltà. Arrivato, sano e salvo, in quel di Coreglia Antelminelli, tanto per non farmi mancare niente mi persi anche li nell'intento di uscire dal borgo, ritrovandomi sull'aia di una signora che gentilmente mi dette il permesso di manovra. Salutai cospargendomi la testa di cenere e tornai al mondo attuale. Ripercorsi strade ormai familiari e fui attratto da un cartello che recitava: "Da Lio in Salita, pranzi di lavoro". La pizzeria era stata un punto fermo di quella famosa estate del '23 e decisi di fermarmi anche se quei luoghi, fino a quel momento, erano rimasti rinchiusi in un angolo della memoria. Non era cambiato niente, la proprietaria aveva ancora quella giovialità che ti faceva sentire a casa, il locale ti accoglieva con un misto di intimità e un senso di fresca irriverenza. Mi sedetti condividendo la saletta con una coppia di turisti francesi, la cuoca, unica a parlare la lingua dei cosidetti cugini, intervenne per spiegare loro cosa proponeva il menù. Inutile dire che l'atmosfera mi piacque assai. Consumai il mio pasto con l'orecchio teso ad ascoltare quella lingua che mi trasportava altrove. Nell'estate del '23 mi ero perso nel fresco delle notti garfagnine, nel '26 mi sono perso in un sogno ad occhi aperti...
Via di Salita 6, Borgo a Mozzano (Lu)
